L’Unione Sportiva Balangero Atletica Leggera nasce nel
novembre del 1968 (prima stagione quella 1968/69) grazie
ad un gruppo di sportivi Balangeresi e della zona che
si appassionano a questa disciplina a seguito delle imprese
di un giovane locale, Giacomo Marietta. Egli, tesserato
per il C.S.FIAT di Torino, si distingue in campo nazionale
fin dalle categorie giovanili nelle gare di mezzofondo.
Per dar modo al giovane talento e ad altri adolescenti
della zona di esprimersi al meglio, si decide quindi di
fondare una società in loco. L’entusiasmo è notevole e
gli investimenti non sono inferiori : si procede ad una
notevole opera di promozione e di reclutamento locale
e si iniziano i lavori di costruzione di un impianto sportivo
per l’atletica che viene completato nel giro di un paio
d’anni.
Viene ingaggiato anche un atleta di primo piano a livello
nazionale compagno di squadra di Giacomino Marietta al
FIAT: Francesco Arese. In breve la neonata “ATLETICA”
ottiene risultati di notevolissima caratura tecnica.
Francesco Arese nel 1971 arriva a detenere tutti i primati
italiani nelle distanze del mezzofondo breve e prolungato
(dagli 800 ai 10000) e sempre nel 1971 è campione Europeo
nei m. 1500 ad Helsinky.
Nella stessa manifestazione, Giacomo Marietta che sta
espletando il servizio militare ed è tesserato per il
G.S. Carabinieri, si piazza 17° nella Maratona. I giovani
locali si appassionano ed aderiscono numerosi.
Nel 1971 sono stabiliti record italiani nelle categorie
allievi ed allieve da Piera Reineri nei m.2000 in 6’51”8,
dalla 3X1000 (Albertina Mout, Piera Reineri e Giusi Massa)
in 9’42”1 e da Gianni Naretto nei 1000 in 2’29”1.
Nello stesso anno quest’ultimo è campione italiano di
categoria sempre nei m.1000 e, convocato in nazionale
under 18, vince la gara degli 800 metri nell’incontro
Italia Francia, in 1’54”7, dopo essersi imposto nella
gara di selezione con un ottimo 1’53”5. Presidente in
questi anni è l’ing. Giorgio Marchioli, allenatori sono
inizialmente il prof. Tino Bianco e lo stesso Giacomo
Marietta successivamente (1971) il dott. Mario Valpreda.
Altro dirigente di spicco per attività e passione è il
vice presidente geom. Costantino Grignolio. L’attività
è di prim’ordine, i costi considerevoli.
Nel 1972, Arese dopo essere stato per quattro anni l’alfiere
biancoazzurro in campo nazionale ed internazionale ed
aver contribuito all’opera di propaganda dell’Atletica
Leggera a livello locale, viene lasciato libero e si trasferisce
all’Alco Rieti. Il suo messaggio è comunque determinante
ed il gruppo dei giovani locali garantisce una buona continuità.
Nel frattempo è tornato Giacomo Marietta che pur distratto
da altri impegni si conferma tuttavia nazionale di maratona.
In evidenza soprattutto il settore mezzofondo femminile
con Piera Reineri, Giuseppina Massa, Ivana e Daniela Cappella,
Velca e Loredana Bertolo ed Albertina Mout. A livello
collettivo sono proprio le ragazze a siglare il successo
più prestigioso con la vittoria nel campionato italiano
di corsa campestre, categoria Juniores, nel 1973.
Anche il settore maschile è di prim’ordine. Si distinguono
in campo regionale Fulvio Calvetti, Flavio Magnetti, Flavio
Bellessa, Cesare Massa, Adamo Demaria, Piergiacomo Bogliano,
Antonio Picco, Sergio Finatti, Flavio Bellone, Felice
Bandroco.
Si rivela intanto un altro elemento di grandi doti atletiche:
Alberto Diana che dopo aver vinto il titolo italiano allievi
dei m.200 nel 1973, l’anno successivo, a 18 anni, corre
i 100 in 10”5, i 200 in 21”1 ed è anche convocato ai campionati
Europei di Roma quale riserva nella staffetta 4X100 in
cui titolare è un certo Pietro Mennea.
Altro risultato di notevole importanza è rappresentato
dalla vittoria, sempre nel 1974, del titolo regionale
a squadre di corsa campestre maschile. Le compagini avversarie
sono Fiat e CUS nelle quali spiccano nomi di levatura
nazionale quali Gerbi, Carnicelli, De Palmas. Protagonisti
dell’impresa che dimostrò come non mai la compattezza
di squadra, mezzofondisti (quasi tutti allievi o juniores)
di ottimo valore fra i quali si distinguono Naretto, Calvetti,
Picco, Bravo, De Maria, Zanoli (primatista italiano della
mezz’ora allievi) Cartini, Fant, Serra e l’inglese Wilkins
a dare un tocco di internazionalità all’ambiente.
Zanoli, Cartini, Fant, Serra e la giovane Mocellini sono
di Domodossola e si sono tesserati per Balangero ad opera
del loro allenatore/dirigente amico, Giuseppe Ravasio,
personaggio di grandi doti umane e tecniche, purtroppo
recentemente scomparso.
In mezzo a tanto mezzofondo da ricordare anche un buon
lanciatore, Marco Aimo.
Alla luce di questi splendidi risultati, viene conferito
l’oscar tecnico regionale 1974 a Mario Valpreda.
Il 1975 ed il 1976 oltre alle imprese di Diana e del
solito manipolo di mezzofondisti (in particolare di Fulvio
Calvetti), sono anche caratterizzati dalle imprese di
due fondisti. Aldo Osella, classe 1957 di S.Maurizio Canavese,
ottiene due titoli italiani juniores nella 20 km di corsa
su strada. Sugli scudi anche Pierangelo Mecca Civat, finalista
agli assoluti nei 3000 siepi.
L’atleta, in una gara su strada nel biellese, si toglie
la soddisfazione di battere Francesco Arese il quale,
anche se ormai al termine della carriera, rimane personaggio
prestigioso.
Il servizio militare per molti degli atleti rallenta alquanto
l’attività al campo Colombo. Diana si trasferisce alle
Fiamme Gialle, molti degli altri lasciano l’attività.
Alcuni giovani si affacciano alla ribalta ma in questo
periodo il loro numero è esiguo. Sono comunque due mathiesi
gli elementi di spicco del settore giovanile fra il ’76
ed il ’79: Gianni Cantore e Luigi Scalise.
Anche l’interesse e l’entusiasmo dei dirigenti, dopo
anni di grande impegno, si sopisce ma gli sforzi profusi
per promuovere le discipline dell’atletica leggera non
sono stati vani. La volontà di continuare, anche se in
maniera più semplice ma sempre seria, rimane intatta:
c’è solo bisogno di forze nuove.
Ed ecco che così, al termine del servizio militare nel
1978, gli atleti Aldo Osella e Flavio Bellone affiancati
per un periodo da Adamo Demaria, seppur molto giovani,
iniziano a cimentarsi nel ruolo di allenatori e dirigenti
operativi, senza trascurare il ruolo di atleti.
Le risorse economiche non sono più quelle di un tempo,
l’esperienza è ... quella che è, ma l’entusiasmo è elevatissimo.
Accanto ai pochi juniores e seniores rimasti ecco rifiorire
il settore giovanile un po’ trascurato negli ultimi anni.
Collabora nella conduzione Patrizia Vigna, appassionata
sportiva, che diventa presto un riferimento basilare per
gli atleti più giovani. Giacomo Marietta è ora presidente,
gli unici dirigenti della passata gestione rimasti a condividere
l’entusiasmo dei nuovi elementi trainanti sono: il geometra
Costantino Grignolio che mantiene il ruolo di vice presidente
ed il geometra Giovanni Capucchio che mantiene quello
di tesoriere e di consigliere. Gli elementi reclutati
si dimostrano subito ben predisposti, la guida tecnica
valida, grazie anche ai preziosi consigli del dott. Valpreda,
rimasto vicino all’ambiente.
Già nel 1979 i tesserati sono più di trenta ed i risultati,
a livello regionale soprattutto nelle categorie giovanili,
sono di spicco con il mezzofondo che la fa da padrone.
Si distingue il dodicenne Antonio Chiellino, vincitore
del titolo regionale individuale di categoria sui m.2000
e, con i coetanei Stefano Fabbian e Marco Giordanino,
quello della staffetta 3X1200. Si continua fino al 1982,
anno in cui Elena Cremona (classe 1968) e Stefano Fabbian
(classe 1967), tornano a far parlare dell’Atletica Balangero
in campo nazionale.
Essi infatti vincono, in occasione della finale Interregionale
riservata a cadetti e cadette i 600 metri in 1’37”6 ed
1’28”0 rispettivamente, massimo traguardo per la categoria.
In questi anni muove anche i primi passi Lucio Danza che
fa intravedere subito buone doti di resistenza. I suoi
progressi saranno costanti negli anni e lo porteranno
a segnalarsi come fondista di prim’ordine nella zona,
con buoni riscontri anche a livello nazionale ed internazionale
seppure non più con i colori biancoazzurri. In questo
periodo buoni anche i risultati di Daniele Teppati mezzofondista
di Cafasse.
Da non scordare un’altro titolo regionale nella 3X1200
costituita dai tredicenni (classe 1969) Diego Baima, Marco
Airola e Luciano Teppati. Antonio Chiellino a causa di
alcuni problemi fisici è costretto ad interrompere l’attività
agonistica, ma “il sacro fuoco” ormai arde in lui e ne
risentiremo parlare.
Il 1983 sancisce un altro importante capitolo per la
società biancoazzurra: l’inizio della collaborazione tecnica
con l’Atletica Canavesana della quale l’Atletica Balangero
diventa, con Ivrea, Volpiano, Rivarolo e Ciriè società
satellite.
La collaborazione funziona subito ed è tuttora in corso.
Intanto Aldo Osella, nell’ambito di questo consorzio,
si sposta a Ciriè ed a Balangero restano Patrizia Vigna
e Flavio Bellone.
Nasce in questo periodo anche una squadra Amatoriale
a seguito dell’unione con un gruppo di appassionati podisti
di Nole e dintorni, coordinati da Marco Papini. Il gruppo
assume la denominazione di Atletica Balangero Nole.
Un concreto aiuto economico è fornito, dal 1983 al 1986,
dalla ditta ‘L Canaveis grazie all’interessamento dell’ex
atleta Piergiacomo Bogliano, figlio dei titolari. Comincia
nel 1984 uno dei cicli più felici, legato ad un gruppo
di giovani nati tra il 1970 ed il 1974 che continuerà
fino al 1990 con gli stessi poi anche tesserati per l’Atletica
Canavesana.
Elemento di spicco è Roberta Novero (classe 1973) che
in pochi anni si segnala a livello nazionale. Nel 1986
con la sorella Antonella, Federica Merlo Pich e Roberta
Airola ottiene dopo il titolo regionale, la piazza d’onore
al criterium nazionale nella staffetta 800+600+400+200.
L’anno seguente si impone, sempre nel criterium nazionale,
sui 600 metri in 1’37”22 ed è seconda in finale nazionale
dei giochi della gioventù co 2’58”57 sui 1000.
Nel 1987, pur cambiando 3 elementi su 4 (Novero, Bagnasco;
Cabodi, Miglietta la formazione) la squadra ripete il
successo in campo regionale.
Con gran rammarico, non viene disputato il criterium nazionale
a livello di società ma solo per rappresentative regionali
e quindi le cadette non possono provare a prendersi la
rivincita. Due risultati di squadra di spicco sono il
secondo posto in fase provinciale ed il terzo in fase
regionale della squadra cadette su pista che si avvale
anche di un altro ottimo elemento quale Monica Bagnasco
campionessa regionale di 300 e 600.
Da non dimenticare in questo periodo le buone imprese
di Cinzia Picca (1970), Roberto Machiorlatti (1971), Claudio
Turinetti (1971) sempre, nel mezzofondo. Nel 1990 viene
assegnato a Flavio Bellone il secondo oscar tecnico regionale
ad un allenatore della società biancoazzurra. Intanto,
anche il gruppo del settore amatori si dimostra in crescita
fino ad ottenere, buoni piazzamenti a livello regionale
con la squadra maschile sempre nei primissimi posti nel
campionato su pista (2° posto nel 1988 ).
Arrivano anche alcuni titoli italiani. Franco Ballesio
nel salto in lungo e dalla staffetta 4X200 indoor (Ballesio,
Fabbian, Cappozzo, Gazzola), nel 1990, Daniele Ferrero
nei 1500 indoor nel 1994, Stefano Braida nel lancio del
Disco nel 1994 Si segnala Luca Cerva (titoli nazionali
3000 indoor nel 1993 e 1994) che con una crescita tecnica
costante arriverà a correre la maratona, nel 1997, in
2 ore e 33”.
Il 1988 sancisce l’ingresso nello staff tecnico di un
nuovo gruppo che si occupa del settore giovanile, tutti
ex atleti. Alcuni si impegnano già da alcuni anni come
Luigi Scalise, Luigi Cucut, Gianni Regge e Fulvia Bellone,
altri si aggregano e sono Stefano Fabbian ed Antonio Chiellino.
Del gruppo istruttori fa parte anche Elena Cremona che
si occupa del settore propaganda nella scuola elementare.
Insieme gettano le basi per il nuovo corso del settore
giovanile istituendo corsi di avviamento allo sport anche
a Mathi. Ciò permette di ampliare ulteriormente il numero
dei ragazzi della zona che si dedicano alle specialità
dell’atletica leggera.
Nel 1992 muovono i primi passi di corsa i nolesi Marco
Aimo Boot e Daniele Gallon (entrambi classe 1981) tuttora
in attività. Da segnalare una brillante affermazione di
equipe ottenuta dalla squadra ragazzi di cross (Aimo Boot,
Gallon, Bollone) che nel 1993 vince una prova del trofeo
regionale. Per impegni familiari e di lavoro, tra gli
allenatori si assottigliano un po’ le fila. A coordinare
il settore giovanile, rimane Chiellino che si avvale su
basi di necessità della collaborazione di Cucut e Bellone,
i quali si occupano prevalentemente dei più grandi. Su
questo gruppo si pianifica l’attività fino al ‘95.
Da ricordare la prima convocazione in rappresentativa
provinciale giovanile per Daniele Gallon. Aimo Boot deve
invece interrompere momentaneamente per problemi ad un
ginocchio. Riprenderà dopo alcuni anni confermando tuttora
le sue ottime doti soprattutto nei cross e nella corsa
in montagna. Le annate che vanno dal ‘95 al ‘97 sono fra
le più interessanti del decennio. Si raccolgono diversi
titoli nel Campionato Canavesano su strada con Paolo Tosatto
e Daniele Gallon.
I due giovani esaltano queste prime affermazioni locali
con buone prove nelle specialità più tecniche del mezzofondo.
Per Gallon titolo regionale cadetti 1996 sui 600 (1’26”4)
e soprattutto 5° posto al Criterium Nazionale sui 1000
(2’38”48) con i colori della rappresentativa piemontese.
Per Tosatto titolo provinciale sui 2000 e personale di
2’56”16 sui 1000 al primo anno di categoria cadetti. Inizia
anche la collaborazione con l’Italsotra, grazie all’impegno
di un dirigente di questa ditta: il sig. Guido Tosatto
anch’egli appassionato podista e papà di Paolo ed Elena.
Si segnalano Enrico Canton, Pietro Mosca e Sara Bergagna
nel mezzofondo.
Quest’ultima vince una prova del trofeo regionale di cross
ed è convocata in rappresentativa regionale. Si aggregano
nuovi nomi nell’ambito dell’organizzazione e nella conduzione
delle varie attività: Valerio Bia che assumerà la presidenza
dal 1997/98, Enrico Chiogna (vicepresidente dal 1997/98)
e Gianni Bensi coordinatore delle attività amatori del
settore pista (con le due squadre maschile e femminile
finaliste in ambito nazionale nel 1996/97).
Altro momento importante nel 1995. Fa il suo esordio,
nel ruolo di istruttrice del settore giovanile la ventenne
Debora Cardone.
La ragazza appassionata e volitiva, compie passi da gigante,
superando prima il corso base federale e poi ottenendo
a pieni voti il diploma all’Istituto Superiore di Educazione
Fisica.
Il suo contributo apporta così un notevole valore aggiunto
in termini tecnici all’ambiente della società. Si apre
un nuovo centro di Avviamento all’Atletica Leggera a Balangero
che si aggiunge a quello di Nole.
L’opera di promozione nella scuola dà i suoi frutti ed
il gruppo giovanile aumenta notevolmente di numero. Oltre
agli allenamenti ed alle gare, riti canonici dell’atletica,
si creano momenti di aggregazione collaborando nell’organizzazione
di grandi eventi sportivi torinesi, quali la Turin Marathon
(dal 1994 ad oggi) ed i Campionati Mondiali di Cross 1998.
E finalmente, dopo anni di pausa nel 1999, si allestisce
una squadra completa nella categoria cadette in occasione
dei Campionati di società regionale e si partecipa ai
campionati di staffette dimostrando buona compattezza
di squadra e buon movimento di propaganda. In campo maschile
nota di riguardo per il cadetto Sebastian Barzola (9”85
sugli 80 piani) convocato in rappresentativa regionale.
Nel complesso si verificano miglioramenti in tutte le
specialità (corsa, lanci, salti). La società negli anni,
dal 1984 ai giorni nostri, ha dimostrato la sua validità
anche a livello ufficiale, ricevendo dal CONI riconoscimenti
a livello regionale e provinciale. Sicuramente motivo
d’orgoglio è stato, nel 1999, l’approvazione ufficiale
per l’apertura di un Centro di Avviamento allo Sport (C.A.S.).
In virtù di questo importante riconoscimento l’opera
di promozione sportiva continua ancora più marcatamente
e si istituisce anche un C.A.S. a Ceres. Sono così passate
trenta stagioni. Trenta stagioni durante le quali abbiamo
avuto momenti “magici” e momenti difficili. Senza esaltarci
ne’ deprimerci, abbiamo vissuto le situazioni, positive
o negative che fossero, nel massimo della serenità ma
sempre intensamente, come intensa rimane la nostra passione
per l’atletica. Siamo riusciti a dare continuità alla
nostra opera per dar modo a tutti di praticare sport al
meglio delle proprie possibilità in un ambiente sano e
stimolante.
E dopo trent’anni confermiamo il nostro impegno, soprattutto
verso i giovani, per aiutarli a crescere, a credere in
se stessi e nelle proprie capacità, affrontando le difficoltà
con determinazione.
Ci piace infatti pensare che oggi, nell’era della globalizzazione,
come ieri, ci siano ancora persone e soprattutto giovani,
pronti ad accettare la sfida con se stessi che lo sport
offre loro così come accade nella vita.
F.B.